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4 (a) ch/cords

2019 · Performance e installazione, corde, corpo, canto

4 (a) ch/cords è una performance che esplora l’attaccamento, questa forza ambivalente che ci lega alle persone care, ai luoghi che ci sono cari, alla terra e alla nostra storia. Questo attaccamento affonda le radici nell’amore per l’altro, per la vita, per il luogo in cui ci si trova, per la Terra stessa. È un legame doppio, al tempo stesso costrittivo e vitale: può imprigionarci quanto ci dà l’energia per persistere, andare avanti e attraversare le prove.

L’installazione viene attivata da un corpo che entra nello spazio e si avvolge intorno a quattro corde tese nella sala, secondo una precisa partitura di attivazione. Tra la tensione di questi legami e la volontà di liberarsene, una caduta improvvisa sospende il corpo nello spazio. Sospeso, diventa materia di interrogazione, uno straniero in quell’ambiente che si aggrappa allo spazio come una scultura o una fotografia vivente. Un canto etereo, venuto da altrove, accompagna questo corpo, lo culla e lo libera a poco a poco dalla sua prigionia.

La performance si conclude con un’ultima tensione delle corde, che restano tese nello spazio come un’altalena. Il pubblico è invitato a toccarle, esplorarle e trovarvi il proprio equilibrio, prolungando l’esperienza dell’attaccamento attraverso una relazione corporea, al tempo stesso intima e aperta.

Scheda tecnica

Titolo 4 (a) ch/cords

Anno 2019

Tecnica Performance e installazione: corde, moschettoni, corpo e canto

Dimensioni Installazione in situ, dimensioni variabili

Ideazione Daniel Nicolaevsky

Video Gabriel Moraes Aquino

Canto Maïlys Arbaoui Westphal

Presentazioni Mostra del Prix des Amis des Beaux-Arts, Galerie du Jour agnès b., Parigi, 2019; Demain sera un autre jour, Grandes Serres de Pantin, 2021; Festival Envers du Décor #8, Palais de la Porte Dorée, Parigi, 2025; A Private Affair, Cloud Seven, Bruxelles, 2024

Foto Quentin Chevrier, Anne Volery, Anthony Clergue

Galerie du Jour agnès b., Paris, 2019, avec Maïlys Arbaoui Westphal au chant. Vidéo : Gabriel Moraes Aquino

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