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Specchio Normanno

2026 · Murale partecipativo, pittura su doghe di rovere, struttura in acciaio

Un murale dipinto a partire da più di cento fotografie degli abitanti del Vexin Normand, su doghe di rovere provenienti da botti di sidro. Creato nella chiesa di Martagny, installato a Giverny per il centenario della morte di Claude Monet.

100+

fotografie inviate da abitanti e visitatori

40

doghe di rovere massiccio da botti di sidro

2 mesi

di residenza nella chiesa di Saint-Vincent a Martagny

6,2 metri

di larghezza, circa 3,7 m di altezza, struttura autoportante in acciaio

1 tonnellata

di acciaio e rovere

Scheda tecnica

Titolo Specchio Normanno

Anno 2026

Tecnica Pittura acrilica su doghe di rovere provenienti da botti di sidro, struttura autoportante in acciaio zincato

Dimensioni Circa 620 × 370 × 220 cm

Ideazione Daniel Nicolaevsky

Partecipazione Più di 100 fotografie di abitanti e visitatori del Vexin Normand

Residenza Festival Photo Martagny, 9ª edizione, chiesa di Saint-Vincent a Martagny, dal 15 giugno al 31 agosto 2026

Inaugurazione 30 agosto 2026, Martagny

Installazione Pré de l’École, rue Claude Monet, Giverny, inaugurata il 17 settembre 2026

Coproduzione Visions d’Ailleurs, Festival Photo Martagny

Sostegno Département de l’Eure, nell’ambito di «Monet Monet Monet – Pour toujours dans l’Eure»

Foto Anthony Clergue, Jean-Philippe Benoît (Flashpix Studio), Frédéric Grimaud

Video dell’inaugurazione Frédéric Grimaud

Diritti Daniel Nicolaevsky © ADAGP, Paris, 2026

L’appello

«Tirate fuori le vostre macchine fotografiche. Percorrete i villaggi del Vexin Normand.» Nell’ambito del Festival Photo Martagny, ognuno poteva inviare fino a cinque foto. Sono arrivate più di cento immagini: campi, fiumi, patrimonio, trattori, animali, giardini.

Queste foto sono state prima scelte, stampate, disegnate e poi trasposte in pittura.

Il digitale diventa materia.

Mappa del Vexin Normand con i villaggi da cui sono arrivate le fotografie, appello alla partecipazione di Specchio Normanno, 2026

L’atelier aperto

Per due mesi la chiesa di Martagny è diventata un atelier. Il pubblico poteva entrare, guardare l’opera avanzare, fare domande, dare una mano.

Ogni doga è stata piallata, levigata, preparata con gesso, poi dipinta con acrilico per legno da esterni e rifinita con strati protettivi contro le intemperie.

L’inaugurazione

Il 30 agosto, giorno di chiusura della 9ª edizione del Festival Photo Martagny, il murale è stato svelato nella chiesa, alla presenza del Département de l’Eure, degli eletti, dei partecipanti e degli abitanti.

I nomi dei partecipanti sono iscritti sulla struttura: ognuno può ritrovare la propria foto nel paesaggio.

GIVERNY

Dopo Martagny, l’opera ha preso la strada di Giverny, a pochi passi dal Musée des Impressionnismes. Lo staff del festival, volontari e abitanti di Martagny sono venuti a montarla, insieme alla Mairie de Giverny e alle squadre del Département de l’Eure.

È stata inaugurata il 17 settembre 2026, in particolare alla presenza di Catherine Delalande e Sébastien Depoix. Un’opera nata nel Vexin Normand, installata sulla terra di Claude Monet.

Partner

Coproduzione

Visions d'Ailleurs

Sostegno

Département de l'Eure

Residenza

Commune de Martagny

Accoglienza dell’opera

Mairie de Giverny

Grazie a Laurent Lucas e a tutto lo staff del Festival Photo Martagny, ad Alexandre Rassaërt, presidente del Département de l’Eure, e alle sue squadre, a Laurent Lainé, sindaco di Martagny, alla Mairie de Giverny, ai volontari e a tutte e tutti coloro che hanno inviato le loro foto.